Azioni e reazioni nelle situazioni di emergenza | BRESCIA VISTA DALLA PSICOLOGA

Emergenza caldo, emergenza maltempo, emergenza povertà, emergenza migranti e… “emergenza Galderisi!”...

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Doriana Galderisi, opinionista BsNews

“Attenti al lupo!”, “Attenti al lupo!” (Lucio Dalla)

di Doriana Galderisi* – Emergenza caldo, emergenza maltempo, emergenza povertà, emergenza migranti e… “emergenza Galderisi!”.

Eh sì, care lettrici e cari lettori! Il fato ha voluto che nelle stesse ore in cui stavo lavorando alla redazione di questo articolo, sia stata colpita da un evento inaspettato e molto problematico. Si è trattato di un incendio che si è sviluppato al piano inferiore della palazzina dove ci sono il mio studio e la mia abitazione. Ho dovuto rispondere a tale evento mettendo in campo tutte le strategie e le risorse che la mia professione offre, come leggerete anche in questo articolo.

Del resto, anche se non bresciana di origine, lo sono di adozione e ormai ho fatto mio il senso pratico tipico della Leonessa che, in situazioni di emergenza, sa sempre rialzarsi presto e bene. In questo periodo gli “incidenti” accadono spesso, visti i numerosi episodi in cui il maltempo sferza il territorio, come è successo per esempio lo scorso 11 luglio con alberi sradicati ed edifici scoperchiati in città ma soprattutto in Valcamonica, ma anche con la situazione che purtroppo ben conosciamo e che speriamo sia davvero alle nostre spalle della pandemia da Covid-19.

La protezione civile e tutti gli enti preposti ad assicurare la sicurezza di noi cittadini intervengono sempre con grande competenza ed efficienza, e così, anche per gli episodi degli ultimi giorni, i danni sono stati sistemati in meno di 24 ore!

Il Comune di Brescia inoltre si è dotato di un piano di protezione civile che tutti noi dovremmo conoscere per essere pronti alle evenienze inaspettate non arrivare del tutto impreparati nel momento dell’emergenza. Ecco perché il Comune ha diffuso un opuscolo che potete trovare e leggere a questo link.

L’emergenza insomma risulta proprio essere la caratteristica della società moderna, come nota il celebre sociologo Zygmund Baumann, il quale sostiene che, “nell’epoca contemporanea della società liquida, la partita per il dominio viene giocata non tanto tra il più grande e il più piccolo, ma tra il più veloce e il più lento”.

In altre parole il professor Baumann mette in luce come vi sia molto spesso, soprattutto nei contesti di emergenza, una caratteristica decisiva legata alla possibilità di successo e di sopravvivenza: si tratta di saper decidere in pochissimi istanti cosa sia meglio fare e cosa evitare.

Saper prevedere, rispondere velocemente alle minacce, alle catastrofi, agli attacchi, è indispensabile nella società attuale; capire la situazione di rischio, percepire il rischio, diventano delle capacità indispensabili.

Tuttavia, come ci fa ben capire il titolo della canzone di Lucio Dalla che dà il titolo anche a questo mio contributo odierno, la percezione del rischio è un fattore che non solo gioca un ruolo determinate nella possibilità di salvezza dell’essere umano, ma è anche legata ad una serie di fattori e di condizioni che ne caratterizzano e ne connotano la percezione stessa.

“Attenti al lupo!” o “Al lupo, al lupo!”, sono frasi che rimandando ad una sensazione di allarme, alla percezione di una minaccia che però non sempre sono ben riconosciute, non sono sempre colte e capite dall’esterno, ma possono essere vissute in modo profondo e personale soltanto da chi avverte la situazione di pericolo.

Come sempre accade nei processi di percezione di una minaccia, e quindi nelle condizioni di emergenza, a giocare un ruolo preponderante è la mente umana e, nella mente, quell’insieme di meccanismi che inducono ad una serie di comportamenti e di decisioni salvifiche.

Una serie di studi nati all’interno dell’area della psicologia che si occupa dell’emergenza (settore nato a seguito di terribili attacchi terroristici degli anni Novanta e non solo),  analizzano quali sono i fattori in gioco nella rilevazione del rischio, che varia a seconda di una serie di aspetti: dapprima il numero degli astanti, cioè degli spettatori, la vicinanza della vittima, il genere della vittima e lo status sociale della vittima stessa. Elementi che influenzano la decisione, il comportamento e l’attivazione della reazione di aiuto. Si tratta del famoso effetto bystander, effetto spettatore, fenomeno che si rileva nelle situazioni di pericolo, soprattutto quando vi sono persone che guardano.

Come ci spiega dettagliatamente il professore Fabio Sbattella, importante studioso della psicologia dell’emergenza dell’Università Cattolica di Milano, dal punto di vista psicologico l’emergenza “è la sensazione di trovarsi davanti ad un pericolo che incombe e soprattutto sentirsi impotenti e il percepire le risorse per farvi fronte. Il modo in cui la mente funziona dal punto di vista emotivo, decisionale, comunicativo, percettivo, laddove la morte è imminente e vi sia la percezione che non ci sono risorse per fronteggiarla, caratterizza e qualifica una situazione di emergenza”.

Sono queste perciò le condizioni, come il professore Sbattella descrive, in cui le persone necessitano di aiuto.

Ma che cosa accade nella psiche umana quando ci si trova in una condizione di emergenza?

Succede che si attiva un processo costituito da varie fasi: si inizia con una fase di allarme per passare poi ad una di choc, in cui si può essere confusi o negare il pericolo.

A questo momento può far seguito un momento in cui si cercano strategie per fronteggiare la situazione, ma proprio per la presenza di emozioni forti e spesso dirompenti, le strategie possono essere illogiche o poco funzionali.

A tutto ciò, può seguire il momento cosiddetto di adattamento in cui ci possono essere dei cambi di abitudini che aiutano a vivere con modalità diverse la situazione di pericolo e di emergenza. E proprio in questa fase potrebbero anche comparire nuovi modi di leggere il problema, di interpretare il pericolo e di reagire ad esso.

Possono esservi delle differenze di reattività alla situazione di emergenza dettate dall’età dei soggetti e anche dalle caratteristiche di contesto oltre che da quelle di personalità.

A ciò si aggiunga il fatto che la ripetitività di eventi traumatici nella vita di un individuo può contribuire ad influenzarne la capacità di reazione positiva ad essi, così come l’esistenza di pregressi problemi esistenziali o comunque personali e psicologici.

Non sempre la successione di questi stadi è lineare, perchè dipende da molti fattori, tra cui un elemento di peso è la durata dell’emergenza stessa.

Per approfondire tutti questi temi potete guardare il video qui di seguito, oltre che riguardare la puntata de “La scienza di eccellenza” del 20 luglio.

Infatti nel ringraziarvi per l’attenzione vi ricordo che il tema dell’emergenza e di tutte le sue sfaccettature è stato dibattuto con puntualità e competenza durante il 45esimo appuntamento de “La scienza di eccellenza”, andato in onda in diretta streaming giovedì 20 luglio e rivedibile sui miei canali social. Per chi fosse interessato il tema suggerisco vivamente di non perdere quella puntata, poiché sono emersi tanti spunti di riflessione grazie alle acute osservazioni degli ospiti che hanno dialogato con me: il professore Fabio Sbattella, già nominato in questo articolo, Roberto Ferri, presidente di Sipemos (Società Italiana di Psicologia dell’Emergenza) e il dottor Giovanni Russo, Vice dirigente dei Vigili del Fuoco del Comando Provinciale di Brescia che ci ha spiegato cosa sono i piani comportamentali, ovvero le azioni migliori e più utili da compiere nella nelle situazioni di emergenza.

Nelle situazioni di emergenza, come sostiene l’autore Fabrizio Caramagna, quanto è bello poter pensare che “Nulla è più piacevole del sospiro di sollievo che ti dà il dire: uscito appena in tempo”.

Care lettrici e cari lettori ci ritroviamo dopo la pausa di Agosto.

Ps 1: Un ringraziamento speciale alle squadre dei vigili del fuoco che sono materialmente intervenute in via Ugo Foscolo domenica 18 luglio.

Ps 2: Un grande grazie a Chiffon, la mia cagnolina che è stata la prima ad accorgersi dell’incendio sviluppatosi nelle prime ore del mattina e mi ha svegliata, consentendomi di essere qui a scrivere per voi.

CHI E’ DORIANA GALDERISI?

Doriana Galderisi è padovana d’origine e bresciana d’adozione: lavora nel campo della psicologia da più di 27 anni con uno studio in via Foscolo, a Brescia. Esperta in: Psicologia e Psicopatologia del Comportamento Sessuale Tipico e Atipico, Psicologia Criminale Investigativa Forense, Psicologia Giuridica, Psicologia Scolastica, Psicologia dell’Età Evolutiva, Neuropsicologia. Esperta in psicologia dello sport iscritta nell’elenco degli psicologi dello Sport di Giunti Psychometrics e del Centro Mental Training. E’ inoltre autorizzata dall’ASL di Brescia per certificazioni DSA (Disturbi specifici di Apprendimento). E’ iscritta all’Albo dei CTU, all’Albo dei Periti presso il Tribunale Ordinario di Brescia e all’Albo Esperti in Sessuologia Tipica e Atipica Centro “il Ponte” Giunti-Firenze.

LEGGI TUTTE LE PUNTATE DELLA RUBRICA DI DORIANA GALDERISI CLICCANDO SU QUESTO LINK


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