▼ Bozzoli ricercato, il caso in Parlamento: Almici (Fdi) chiede un’ispezione al Ministro

Nelle scorse ore la deputata bresciana di Fratelli d'Italia ha presentato un'interrogazione scritta al ministro della Giustizia.

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Giacomo Bozzoli, foto d'archivio

Il caso della fuga e della latitanza di Giacomo Bozzoli arriva fino al parlamento. Nelle scorse ore, infatti, la deputata bresciana di Fratelli d’Italia Cristina Almici ha presentato un’interrogazione scritta al ministro della Giustizia.

Nel testo l’ex sindaca di Bagnolo Mella spiega che “l’imputato avrebbe già dato segni di volersi allontanare da casa” e, contestando dunque l’attività dei magistrati, chiede “se e quali iniziative di competenza, anche di carattere ispettivo, il Ministro in indirizzo intenda assumere in merito ai fatti esposti in premessa, al fine di accertare se sussistessero esigenze cautelari tali da giustificare l’applicazione di una misura cautelare a carico di Giacomo Bozzoli”.

Di seguito riportiamo il testo integrale dell’interrogazione.  Nel frattempo, ad aggiornamento, segnaliamo che ieri gli inquirenti hanno interrogato nuovamente la compagna di Bozzoli, sulla cui ubicazione al momento non ci sono certezze.

IL TESTO INTEGRALE DELL’INTERROGAZIONE DI ALMICI

ALMICI – Al Ministro della Giustizia – Per sapere – premesso che:

risulta ancora irreperibile Giacomo Bozzoli, il 39enne condannato il 1° luglio all’ergastolo in via definitiva dalla Corte di Cassazione per un brutale omicidio dello zio, avvenuto nel 2015, corredato da un altrettanto agghiacciante occultamento di cadavere, con il corpo della vittima carbonizzato nel forno dell’azienda di famiglia;

la sera della sentenza, quando i Carabinieri si sono presentati alla casa di Bozzoli a Soiano, sul Lago di Garda, dove avrebbe dovuto essere, di lui non c’era traccia: tentando di ricostruire la fuga, gli inquirenti avrebbero scoperto che alle 5.51 del 23 giugno la sua Maserati Levante è passata dal portale di Manerba, nel Bresciano; due minuti più tardi sarebbe passata da quello di Desenzano e alle 6.03, sempre a Desenzano del Garda, sotto il varco che porta all’ingresso in A4; mentre il suocero avrebbe riferito che la famiglia sarebbe “in una località imprecisata della Francia”;

secondo gli ultimi accertamenti «validati da risultanze investigative», Giacomo Bozzoli potrebbe trovarsi all’estero, così come riportato nel decreto di latitanza firmato dal presidente della prima sezione penale;

in questi nove anni di indagini e processi, prima della sua latitanza, Bozzoli ha sempre condotto la propria esistenza da uomo libero, perchè nè pubblico ministero nè giudice hanno mai deciso per l’applicazione di una misura cautelare, nemmeno nelle forme dell’obbligo di dimora o di firma, nonostante le pesanti accuse a suo carico;

se è pur vero che la nostra Costituzione prevede la presunzione di innocenza fino a sentenza di condanna definitiva e la custodia in carcere, così come ogni altra misura cautelare, venga applicata solo se sussistono, oltre i gravi indizi di colpevolezza, le esigenze cautelari, è altrettanto vero che l’imputato avrebbe già dato segni di volersi allontanare da casa;

in particolare, l’ex di Giacomo Bozzoli quando venne sentita nell’udienza del 17 novembre 2021, ma anche in precedenza, nel corso di un incidente probatorio, avrebbe riferito di un piano svelatole da Giacomo e anche in quel caso c’entravano un’auto e un passaggio davanti alle telecamere: «Lui mi ha sempre detto che io avrei dovuto prendere la sua macchina, all’epoca la Mercedes ML, transitare in autostrada e andare a dormire a casa mia, mentre lui doveva… a detta sua aspettare lo zio fuori casa»;

tale piano ricorda la fuga del 23 giugno scorso quando la vettura intestata a Giacomo tra le 5.51 e le 6.03 è transitata sotto tre portali stradali sulla sponda bresciana del Garda e oggi gli inquirenti non escludono che sull’auto dieci giorni potessero esserci solo la compagna e il figlio e lui invece si fosse già spostato prima, così da guadagnare ancora più vantaggio;

se e quali iniziative di competenza, anche di carattere ispettivo, il Ministro in indirizzo intenda assumere in merito ai fatti esposti in premessa, al fine di accertare se sussistessero esigenze cautelari tali da giustificare l’applicazione di una misura cautelare a carico di Giacomo Bozzoli.

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