▼ Maltempo, allarme di Coldiretti: api ridotte alla fame per piogge incessanti

Tra nubifragi, grandinate, bombe d’acqua e vento forte – precisa la Coldiretti Lombardia –, la primavera appena conclusa ha rovinato le fioriture con conseguenze negative sulla sopravvivenza stessa delle api, con le scorte di cibo negli alveari esaurite. Gli apicoltori sono quindi dovuti intervenire in maniera tempestiva con nutrizioni di soccorso, per salvare intere famiglie.

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Ape
Ape, foto generica daa Pixabay

Le piogge abbondanti e incessanti che continuano a interessare la Lombardia hanno ridotto le api alla fame, con gli apicoltori costretti a intervenire con alimentazioni di emergenza per cercare di salvarle. È quanto denuncia la Coldiretti Lombardia durante un incontro in Regione sulle difficoltà del settore apistico, alla presenza dell’assessore Beduschi.

Tra nubifragi, grandinate, bombe d’acqua e vento forte – precisa la Coldiretti Lombardia –, la primavera appena conclusa ha rovinato le fioriture con conseguenze negative sulla sopravvivenza stessa delle api, con le scorte di cibo negli alveari esaurite. Gli apicoltori sono quindi dovuti intervenire in maniera tempestiva con nutrizioni di soccorso, per salvare intere famiglie.

A farne le spese anche la produzione dei mieli primaverili, praticamente ridotta ai minimi termini, quando non azzerata. Tra le produzioni colpite anche quelle di millefiori e acacia, tra le più ricercate sul mercato.

L’aggravio dei costi che gli apicoltori sono stati costretti a fronteggiare per preservare la salute delle api – spiega la Coldiretti Lombardia – non potrà quindi essere compensata dalla vendita del prodotto finito, tanto che in alcune zone si teme che diverse aziende non riusciranno ad avere miele per tutto l’anno.

Una situazione che favorisce le importazioni di miele straniero che in Italia nel 2024 sono aumentate del 23% – conclude la Coldiretti Lombardia – Nei primi due mesi dell’anno, in particolare, sono arrivati quasi 4,8 milioni di chili di prodotto straniero, di cui oltre ¼ di provenienza Extra Ue, spesso di bassa qualità e a prezzi stracciati, che esercita una pressione al ribasso sulle quotazioni di quello italiano, mettendo in ulteriore difficoltà i produttori nazionali, secondo l’analisi Coldiretti su dati Istat. L’Ungheria di Orban ha praticamente raddoppiato le vendite nel nostro Paese.

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