▼ Tremosine, “avvistato un orso che passeggiava lungo la strada”

Coldiretti: "Una situazione fuori controllo non si può più stare a guardare, è necessaria una strategia futura ancora più forte che non si limita ad affrontare l’emergenza del giorno, a rischio non sono solo le attività agricole danneggiate dal dilagare della fauna selvatica"

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Orso avvistato a Tremosine, foto da Coldiretti

E’ di poche ore fa la segnalazione di avvistamento – nelle frazioni di Vesio e Voltino del comune di Tremosine nell’alto Garda – di un orso che passeggiava indisturbato tra le vie del paese. L’immagine inviata da Coldiretti parla chiaro. E se venisse confermata si tratterebbe probabilmente del primo avvistamento in quel Comune, oltre che di un nuovo esemplare rispetto ai tre orsi già identificati dalle autorità nella nostra provincia.

Coldiretti non ha fornito ulteriori dettagli sull’avvistamento. Ma ha colto l’occasione, tramite la presidente Laura Facchetti, per rilanciare l’allarme circa la presenza nel Bresciano di animali selvatici che danneggiano le coltivazioni, oltre a mettere a rischio l’incolumità delle persone (anche se negli ultimi anni non si sono mai verificati episodi gravi che hanno coinvolto l’uomo).

“Una situazione fuori controllo non si può più stare a guardare, è necessaria una strategia futura ancora più forte che non si limita ad affrontare l’emergenza del giorno, a rischio non sono solo le attività agricole danneggiate dal dilagare della fauna selvatica, in primis dei cinghiali,  ma anche la vita dei cittadini e l’intero settore turistico”, sottolinea Facchetti.

“La presenza di cinghiali sul nostro territorio – continua – è ormai fuori controllo da troppi anni. Possiamo parlare di una vera e propria invasione, un pericolo per la incolumità delle persone e una tragedia dal punto di vista economico. Campi devastati, raccolti falcidiati, incidenti automobilistici anche mortali, assedio nelle campagne come nei centri cittadini. La presenza dei cinghiali non è un problema solo per gli agricoltori, ma per tutti ed è un problema che va risolto. Ridurre numericamente la specie cinghiale significa anche rallentare la diffusione della peste suina – conclude Facchetti – in quelle zone dove maggiore è la presenza di filiere agroindustriali legate agli allevamenti di maiali che garantiscono reddito, occupazione ed indotto al nostro paese”.

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