Bullismo e violenza di genere, nelle scuole bresciane si raccolgono lettere di denuncia

Sono sessanta le nuove cassette postali che la Provincia di Brescia ha deciso di posizionare negli istituti scolastici di secondo grado del territorio per dire No al bullismo e alla violenza di genere

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Bullismo, foto generica
Bullismo, foto generica

Sono sessanta le nuove cassette postali che la Provincia di Brescia ha deciso di posizionare negli istituti scolastici di secondo grado del territorio per dire No al bullismo e alla violenza di genere.

Gli studenti e le studentesse potranno inserire all’interno delle cassette segnalazioni di bullismo e violenza di genere: sarà così garantita la riservatezza degli autori.

La prima cassetta è stata inaugurata sabato 25 novembre in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza di genere al liceo Fabrizio De Andrè di Brescia alla presenza della Dirigenza scolastica, della consigliera delegata alle Pari Opportunità Daniela Edadini e del consigliere delegato all’istruzione Filippo Ferrari.

Le cassette saranno posizionate all’interno di ogni plesso scolastico e chi si sente vittima di soprusi o è a conoscenza di qualcuno che li sta subendo potrà segnalare il fatto attraverso uno scritto. Una lettera, dunque, che potrà servire ad arginare un fenomeno che purtroppo si sta sempre più diffondendo. La Provincia di Brescia interviene, attraverso questo progetto, convinta del fatto che, mancando spesso il coraggio di segnalare in prima persona un abuso, la cassetta postale possa tradursi in un mezzo prezioso per intervenire tempestivamente prima che gli episodi di violenza possano degenerare.

“Insieme al Consigliere Filippo Ferrari – ha dichiarato la Consigliera Daniela Edalini, delegata alle Pari Opportunità – ho pensato di realizzare questo progetto all’interno delle scuole secondarie di secondo grado per sensibilizzare le ragazze e i ragazzi nei confronti dei tragici fenomeni che riguardano bullismo e violenza di genere, andando oltre le preziose riflessioni e offrendo qualcosa di concreto, nella speranza di poter ridurre questi fenomeni”.

“Le segnalazioni – ha spiegato il Consigliere delegato all’Istruzione Ferrari – saranno poi vagliate dal Dirigente Scolastico, che adotterà le procedure più opportune utili a risolvere le situazioni, salvaguardando la privacy di tutti coloro che si affideranno a questo strumento”.

“Crediamo fortemente – hanno concluso i Consiglieri – che le Istituzioni abbiano il dovere di intervenire per tutelare le fasce più deboli, in questo caso gli/le adolescenti, che spesso tacciono per paura e non riescono a confidarsi nemmeno in famiglia. Ci auguriamo che questa iniziativa possa concretamente aiutare chi è in difficoltà a trovare una strada semplice, sicura e anonima per salvare sé stesso/a o un compagno/a di scuola”.

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