(a.t.) Attorno al tavolo i rappresentanti dei due partiti maggiori (Viviana Beccalossi per il Pdl, Emilio Del Bono per il Pd) e quelli delle due principali liste civiche cittadine (Francesco Onofri e Laura Castelletti). Incalzati dalle domande del giornalista Massimo Lanzini e dalle proposte dell'assessore ai Lavori pubblici Mario Labolani (primarie, confronto sulle grandi questioni della città) sul tema “Partiti e/o civiche”. Un incontro promosso da Brescia Tricolore in collaborazione con Circolo culturale il Caminetto e Aeropago. E ospitato dall'Istituto Artigianelli (140 i presenti tra il pubblico, in gran parte attivisti dei partiti e dele civiche rappresentate).
“Io temo Grillo non tantro per i voti che può prendere”, ha spiegato la Beccalossi, “ma per il clima che si sta creando in Italia, un clima in cui stanno trovando terreno fertile anche gli atti di terrorismo. Francamente mi spaventano i toni di Grillo e di chi gli va dietro. Penso che l'antipolitica si combatta con la buona politica. Bisogna cambiare non tanto le facce, ma lo stile, con l'intelligenza di riconoscere anche a un avversario politico la bontà delle sue proposte. Le liste civiche vanno bene per le piccole realtà comunali, ma si devono trasformare in qualcosa di più – scegliendo il candidato di uno schieramento o dell'altro – nelle grandi città”.
“Mi rendo conto delle esigenze degli organizzatori”, ha quindi detto Onofri (Piattaforma civica), “ma non avere qui il movimento Cinque Stelle ci costringe a parlare di un grande assente. Quanto ai partiti, oggi i grandi 'brand' fanno proclami e appelli al rinnovamento, ma oggi che molti cittadini fanno fatica ad arrivare a fine mese queste cose non sono più credibili. Anche da questo nascono le liste civiche”.
“Da queste elezioni”, ha quindi detto la Castelletti (Brescia per passione), “mi aspettavo qualcosa di molto forte, come è stato. Ma il primo segnale ai partiti è arrivato un anno fa con il referendum sull'acqua. Io comunque non penso che chi ha votato Grillo l'abbia fatto nel nome dell'antipolitica, ma per un senso di fastidio. I partiti oggi sono incapaci di ascoltare, di promuovere i meriti e di rinnovarsi. Io provengo da una lunga storia di partito (Psi, poi Sdi, ndr) da cui mi sono allontanata perché più andavo a Roma più notavo la differenza abissale tra i partiti e la gente”.
“I partiti tradizionali, di cui si parla spesso, non esistono”, ha detto Del Bono (Pd), “tanto che il partito più vecchio in Parlamento è la Lega. Una delle sfide del Paese oggi è quella di costruire una vera alternanza tra destra e sinistra. L'altra questione è che i partiti non sono stati in grado di dare risposte alle esigenze dei cittadini. Nella dimensione nazionale c'è un'autoreferenzialità che non ho riscontrato a livello locale. E dico senza remore che l'attuale sistema di finanziamento dei partiti, che oltretutto non riversa un euro a livello locale, è scandaloso: se ci fosse un referendum su questo tema io lo voterei. Voglio che ci sia la trasparenza, anche dei bilanci delle campagne elettorali locali. Quanto al confronto tra partiti e liste civiche, sottolineo che entrambi sono trattati dalla Costituzione allo stesso modo: la sfida del cambiamento oggi coinvolge tutti. Anche io penso che Grillo non sia l'antipolitica, ma la ricerca di una nuova offerta politica”.
Quindi è iniziato il secondo giro di interventi.
“Chi ha fatto parte di uno scenario”, ha quindi alzato i toni Onofri, “oggi deve farsi da parte. L'altro tema è quello di perseguire davvero il famoso bene comune. La scelta degli amministratori di società partecipate, ad esempio, deve essere fatta nell'interesse dei cittadini. Se un partito si guarda dentro e ammette gli errori, condividendo la scelta di candidati e strategie, è possibile discutere anche di alleanze. Ma questa per noi è la precondizione. Non accettiamo soluzioni di compromesso”.
“Nel 2013 abbiamo l'ambizione di andare a governare”, ha detto la Castelletti, “oggi lo scenario è in via di definizione. In campo ci sono – in qualche modo - Del Bono, Fenaroli, Onofri o Pasotti, Paroli, Rolfi. Ci sono io. Ma dico che se dentro o fuori dall'associazione troviamo qualcuno in grado di rappresentare certe istanze meglio di me non ho problemi a farmi da parte”.
Una nota di colore (ore 22.01): le parole più pronunciate, oltre a "civiche" e "partiti" sono state "Grillo" e "incazzati".
“C'è un sindaco”, ha spiegato Del Bono, “che chiederà un giudizio sul suo governo e il mio compito è quello di costruire una proposta diversa. Su questo ci si confronterà. Le esperienze civiche devono dire se in questo scenario vogliono dare una mano al sindaco o a me. Io non credo agli unti del signore: la politica è una grande esperienza collettiva. Trovo ragionevoli le richieste di Onofri. Ovviamente ciascuno porta sul tavolo le migliori idee, le energie e le intelligenze che ha. La mia attenzione al mondo civico viene dalla convinzione della necessità di costruire un'alternativa convincente a Paroli. Il percorso non è facile: andranno fatte delle scelte e comunque andrà costruita una proposta coesa”.
“Non condivido”, ha spiegato la Beccalossi, “il fatto che solo le liste civiche siano in grado di ascoltare i cittadini e non i partiti. Come non amo il populismo strisciante di chi ieri era orgoglioso della tessera e oggi prende improvvisamente le distanze. Allo stesso modo non penso che tutte le donne del Pdl siano come la Minetti. E rivendico il percorso che ho fatto in tanti anni di militanza e in tante elezioni. Quanto alle preferenze, anche io mio partito a Brescia ha espresso persone che, pur avendo raccolto tante preferenze, non hanno certo dato il buon esempio. Concludo sulle elezioni del 2013 in Loggia: il candidato del centrodestra sarà, con tutta probabilità, Paroli e al vicesindaco Rolfi dico che Paroli non è Tosi, ma nemmeno Rolfi è Tosi. In due anni sono cambiate più cose che negli ultimi venti. E' possibile, parlo a titolo personale, guardarsi negli occhi oggi e dire che parlare di un nuovo stadio o di mostre milionarie non ha senso va fronte dei mille sacrifici che stiamo chiedendo ai bresciani? Nel 2013, con tutta probabilità, ci saranno in campo centrosinistra, centrodestra e civiche. E' possibile, alla luce di questo, immaginare gli stati generali della città - promossi dalla Loggia con la partecipazione di partiti, civiche, volontariato, associazionismo, no profit e mondo dello sport – per trovare alcune proposte che accomunino tutti? Io credo sarebbe un grande passo in avanti”.